Nel lago di Vico, in provincia di Viterbo, proseguono da oltre due settimane le ricerche di Luigi Cavallari, 84 anni, marito della ministra per la Famiglia Eugenia Roccella, disperso dal 27 giugno dopo essersi tuffato dalla barca durante una gita con la moglie: anche oggi, martedì 14 luglio, nello specchio d’acqua sono al lavoro squadre specializzate dei vigili del fuoco arrivate da Firenze, Milano e Reggio Calabria, impegnate in operazioni rese difficili dalla visibilità quasi nulla già a pochi metri di profondità.
Ricerche nel lago di Vico, in campo 15 unità specializzate
Le ricerche di Luigi Cavallari vanno avanti senza interruzioni, con un dispositivo che nelle ultime ore è stato ulteriormente rafforzato. In acqua e sulla riva operano 15 unità dei vigili del fuoco, affiancate da personale dell’Arma dei carabinieri, della Polizia di Stato e della Guardia di finanza; sul posto, a coordinare tutto, c’è anche una unità di Comando locale. Un lavoro fitto, quasi silenzioso, che si concentra su ogni tratto ritenuto utile. E solo allora si decide dove tornare a scandagliare.
Tra gli specialisti impiegati figurano i sommozzatori dei nuclei arrivati da diverse città italiane, i soccorritori acquatici provenienti da Firenze e gli esperti topografi di Viterbo, chiamati a ricostruire con precisione punti, distanze e traiettorie. La zona del lago viene battuta seguendo mappe aggiornate di volta in volta, in base agli elementi raccolti nelle ore precedenti. Chi lavora sul posto, spiegano fonti del soccorso, procede per verifiche successive: nessuna ipotesi viene esclusa, nessun dettaglio viene lasciato indietro.
Fondali difficili e visibilità ridotta complicano le operazioni
Il nodo principale resta quello delle condizioni del fondale del lago di Vico. La visibilità sott’acqua è molto scarsa già dopo pochi metri, un limite che rallenta i controlli diretti dei sub e rende più complesso perfino orientarsi durante le immersioni. In quel punto, raccontano operatori impegnati nelle ricerche, l’acqua diventa torbida quasi subito; i riferimenti visivi spariscono, resta il lavoro strumentale, paziente, ripetuto.
È proprio per questo che i soccorritori stanno utilizzando sonar ad alta definizione e robot subacquei capaci di raggiungere profondità elevate e di coprire un’area ampia con passaggi ravvicinati. La tecnologia, da sola, non basta, ma aiuta a restringere il campo. Ogni anomalia registrata dagli strumenti viene controllata, confrontata, poi eventualmente approfondita da un secondo passaggio. Un metodo lungo, sì, ma necessario. Anche perché il lago, in alcuni tratti, presenta condizioni che cambiano nel giro di pochi metri.
La scomparsa di Luigi Cavallari durante la gita del 27 giugno
Secondo la ricostruzione fin qui emersa, Luigi Cavallari si trovava sul lago di Vico insieme alla moglie Eugenia Roccella nella giornata di sabato 27 giugno. A un certo punto si sarebbe tuffato dalla barca e, da quel momento, non sarebbe più riemerso. Da lì è scattato l’allarme, seguito dall’attivazione delle prime ricerche e, nei giorni successivi, dal progressivo ampliamento del dispositivo di soccorso.
Sulle circostanze dell’accaduto restano gli accertamenti in corso, mentre le forze impegnate continuano a lavorare sulla base degli elementi raccolti finora. Non risultano, allo stato, novità ufficiali tali da modificare il quadro iniziale. Le verifiche si concentrano dunque sull’area in cui Cavallari è stato visto l’ultima volta e sui settori limitrofi, tenendo conto delle caratteristiche del fondale e delle possibili variazioni delle correnti interne. È una ricerca che procede per cerchi concentrici, con tempi inevitabilmente lenti.
Il coordinamento tra soccorsi e investigatori sul posto
Accanto all’attività dei vigili del fuoco, resta costante il raccordo con le altre forze presenti nell’area. Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di finanza collaborano nelle verifiche, nella gestione logistica e nella raccolta di ogni elemento utile, mentre i tecnici aggiornano di continuo la pianificazione degli interventi. Il quadro operativo, fanno sapere fonti impegnate sul lago, viene rivisto più volte al giorno, anche sulla base dei risultati forniti dalle strumentazioni.
L’attenzione, intanto, resta alta nonostante il passare dei giorni. Sul lago di Vico il lavoro continua con lo stesso schema: immersioni mirate, controlli strumentali, rilievi topografici, coordinamento tra squadre diverse. Nessuno sul posto si sbilancia. “Si va avanti”, è la linea che filtra, asciutta, da chi segue le operazioni. Eppure proprio questa insistenza, ora dopo ora, dà la misura di una ricerca che non si è mai fermata e che, anche oggi, continua a concentrarsi su ogni possibile traccia di Luigi Cavallari.
