CASTELLABATE, 12 luglio 2026 – Claudio Bisio è diventato cittadino onorario di Castellabate, nel Salernitano, durante una seduta straordinaria del Consiglio comunale ospitata al Castello dell’Abate, un riconoscimento assegnato oggi per il legame costruito dall’attore con il borgo cilentano fin dal 2010, ai tempi di “Benvenuti al Sud”, e rilanciato ora dal ritorno sul set per “Bentornati al Sud”.
Claudio Bisio cittadino onorario di Castellabate
La cerimonia si è svolta nel pomeriggio, nella cornice del Castello dell’Abate, con la partecipazione dell’amministrazione comunale, di una parte della cittadinanza e della troupe impegnata in questi giorni nelle riprese del nuovo film. Al centro, appunto, Claudio Bisio, accolto con un applauso lungo e con un clima quasi familiare, quello che nel borgo si riserva a chi, col tempo, è diventato una presenza riconoscibile e non soltanto un ospite di passaggio.
Il conferimento della cittadinanza onoraria arriva a sedici anni dal film che più di ogni altro ha legato il nome di Castellabate al grande pubblico. Con il personaggio di Alberto Colombo, il dirigente milanese trasferito al Sud controvoglia, Bisio ha finito per incidere anche sull’immaginario del paese, trasformando vicoli, piazze e scorci del centro storico in luoghi immediatamente associabili al cinema italiano. Solo allora, e in modo quasi inatteso, il borgo cilentano ha conosciuto una nuova notorietà.
Il legame nato con Benvenuti al Sud e il ritorno sul set
Il rapporto tra Bisio e Castellabate nasce nel 2010, durante le riprese di “Benvenuti al Sud”, commedia diretta da Luca Miniero e diventata in pochi mesi un caso di pubblico. Da quel momento il paese, già conosciuto nel circuito turistico del Cilento, ha allargato la propria visibilità ben oltre i confini campani, fino a diventare una delle mete più cercate del cosiddetto turismo cinematografico.
In questi giorni l’attore è tornato nel borgo per lavorare a “Bentornati al Sud”, nuovo capitolo della storia che rimette insieme alcuni volti simbolo del cast. Alla cerimonia erano presenti anche Luca Miniero e Alessandro Siani, oltre ad altri componenti della produzione. Un ritorno che, nelle intenzioni del Comune, non è stato letto come una semplice occasione promozionale, ma come la conferma di un rapporto rimasto vivo negli anni, tra set, memoria collettiva e affetto personale. Eppure, in paese, molti lo raccontano con parole più semplici: “È uno di casa”, ha confidato un commerciante poco prima dell’inizio della seduta.
Le parole di Bisio: “Castellabate ha conservato la sua anima”
Nel suo intervento, Claudio Bisio ha ringraziato il Comune di Castellabate e la comunità locale, soffermandosi soprattutto sul rapporto costruito con il territorio e con i suoi abitanti. “Avevo il timore che il successo del film potesse cambiare questo luogo, invece Castellabate è riuscita a conservare la sua anima”, ha detto l’attore, scegliendo un tono misurato ma diretto, quasi da conversazione più che da discorso ufficiale.
È stato uno dei passaggi più ascoltati della giornata, anche perché tocca un punto che nel borgo ritorna spesso: il peso della popolarità e la necessità di non smarrire l’identità. Bisio lo ha sottolineato senza retorica, ricordando come il paese sia riuscito a restare fedele a se stesso nonostante l’arrivo di visitatori, curiosi e appassionati del film. Un equilibrio non scontato. “Questo posto”, ha ammesso, “ha saputo proteggere il suo carattere”. Parole accolte con attenzione, e in qualche caso con commozione discreta, nella sala del castello.
Castellabate e il turismo cinematografico dopo il film
Per il Comune di Castellabate, il riconoscimento a Claudio Bisio rappresenta anche un modo per fissare, nero su bianco, il contributo dato dall’attore alla visibilità nazionale del territorio. Dopo “Benvenuti al Sud”, il borgo è entrato stabilmente nelle mappe del turismo legato al cinema, attirando visitatori in cerca dei luoghi del film, dalle strade del centro alle terrazze affacciate sul mare. Nel tempo si è consolidato un circuito fatto di ricordi, curiosità, fotografie e ritorni.
L’amministrazione comunale ha scelto dunque di legare questo momento istituzionale al nuovo capitolo cinematografico in lavorazione, quasi a chiudere un cerchio. Da una parte il successo del passato, dall’altra il presente del set. In mezzo, sedici anni di immagini rimaste nella memoria popolare. Castellabate, che nel film era molto più di uno sfondo, oggi prova a tenere insieme entrambe le dimensioni: la sua vita quotidiana, fatta di residenti e ritmi lenti, e quella notorietà nata dal cinema. È su questo crinale che si inserisce la cittadinanza onoraria a Claudio Bisio, un gesto simbolico, certo, ma per nulla formale. Nel borgo cilentano lo sanno bene: alcune storie, quando funzionano, restano addosso più del previsto.
