Nell’Estate 2026 i pantaloncini effetto lingerie si impongono tra passerelle, street style e look da red carpet, da Parigi alle collezioni di Milano, perché la moda ha riportato in pieno giorno uno dei capi più legati al boudoir, trasformandolo in un pezzo urbano, leggero e insieme molto costruito. Corti, spesso in satin, seta o tessuti dall’aspetto madreperlato, questi slip shorts si vedono addosso alle celebrity e nei défilé, con un tratto comune: spostano il confine fra intimo e ready-to-wear, e lo fanno senza troppo rumore, quasi con naturalezza.
Charlize Theron e il look che rilancia gli slip shorts
A riaccendere la conversazione, in questi giorni, è stata Charlize Theron durante gli appuntamenti parigini legati a The Odyssey, il nuovo film di Christopher Nolan. Sui social, tra foto scattate con la Torre Eiffel sullo sfondo e commenti in tempo reale, l’attrice sudafricana è apparsa con un completo che ha subito fatto parlare: blazer oversize, camicia color burro e shorts effetto lingerie grigio perla, firmati Tom Ford by Haider Ackermann. Un look asciutto, quasi trattenuto. Eppure molto leggibile. Anche perché arrivava accanto alla presenza di Zendaya, da giorni osservata speciale per le sue uscite con lo stylist Law Roach, tra riferimenti couture e citazioni d’archivio. Solo allora il contrasto è diventato chiaro: da una parte la costruzione scenica, dall’altra una sensualità più netta, affidata alle linee e alle gambe, senza bisogno di altro. “Stop, bastava quello”, hanno scritto in molti online, con quel tono un po’ sbrigativo che però rende l’idea.
Dalle passerelle allo street style, il boudoir entra in città
Il punto, del resto, non è solo il singolo outfit. I pantaloncini lingerie stanno attraversando l’intera stagione e compaiono ormai con continuità nello street style e nelle sfilate internazionali, segno che non si tratta di una parentesi da celebrity. Da Lacoste, per esempio, il capo prende una piega più sportiva: satin blu elettrico, sneakers, T-shirt, un equilibrio semplice ma studiato. Da Shiatzy Chen, invece, i bermuda impalpabili si spostano su un terreno più morbido, quasi anni Settanta, abbinati a sandali platform e volumi che ricordano una stagione hippy riletta in modo pulito. Cambia il tono, non la sostanza. Il capo resta breve, leggero, a volte quasi impalpabile, però entra nel guardaroba diurno con una funzione precisa: spezzare la formalità, togliere peso, mostrare. Non troppo, ma abbastanza da farsi notare.
Seta, pizzo e contrasti: come cambia il pantaloncino dell’Estate 2026
Nelle collezioni più recenti, gli slip shorts si presentano in molte varianti, e questo spiega perché la tendenza stia prendendo piede anche fuori dal sistema delle sfilate. Bach Mai li propone lattiginosi, molto corti, spesso coordinati alla giacca; Kim Shui aggiunge bordi di pizzo, insistendo sul richiamo all’intimo; Anteprima preferisce un registro più quotidiano, con orli tagliati vivi e toni caffè accostati a camicie dai colori più morbidi. Poi c’è Ann Demeulemeester, che cambia ancora il campo visivo e mette insieme basket, notte, rock e persino un accenno quasi regency, con lungo cappotto, camicia a collo alto e pantaloncini in satin. Dettagli diversi, certo. Ma la logica è una: lavorare per contrasti. Il pantaloncino che nasce come capo privato viene portato fuori, sotto una giacca severa oppure con accessori asciutti, e proprio lì acquista forza. Non per eccesso. Per attrito.
Fendi, Maria Grazia Chiuri e il confine sempre più sottile tra intimo e giorno
Il passaggio definitivo, se così si può dire, è arrivato anche dall’Haute Couture. Nel debutto di Maria Grazia Chiuri da Fendi, gli elementi del boudoir sono entrati in passerella con una coerenza molto precisa: kimono ricamati di cristalli, superfici madreperlacee, innesti di pizzo e una visione dell’erotismo legata più alla libertà che all’ostentazione. In quel contesto i pantaloncini effetto lingerie non sembrano un capriccio stagionale, ma il tassello di un discorso più ampio sul dress code contemporaneo, sempre meno rigido e sempre più ibrido. La moda, in fondo, sta dicendo questo: un capo nato per la stanza da letto può vivere in città, a patto che venga spostato di significato. Con una giacca maschile, con una camicia ben tagliata, con sandali bassi o scarpe tecniche. È lì che il trend funziona davvero. Non come provocazione pura, ma come linguaggio. E nell’Estate 2026, almeno per ora, sembra uno dei linguaggi più osservati.
