Al Palazzo di giustizia di Milano, dove nelle scorse ore è scattato un accertamento interno dopo una segnalazione di Equitalia Giustizia, sono in corso indagini su un dipendente della sezione Gip-Gup sospettato di irregolarità nella gestione di un procedimento legato alla confisca di una rilevante somma di denaro destinata al Fondo unico giustizia, il Fug: la vicenda, emersa da un’anomalia riscontrata negli uffici amministrativi, è stata subito trasmessa alla Procura di Milano, mentre la dirigenza del tribunale ha avviato verifiche parallele.
Indagini al Tribunale di Milano sul dipendente della sezione Gip-Gup
A dare conto dell’accaduto è una nota firmata dal presidente del Tribunale di Milano Fabio Roia e dalla presidente della sezione Gip-Gup Vincenza Maccora, che ricostruisce i primi passaggi dell’inchiesta interna. Secondo quanto spiegato, tutto è partito da una segnalazione di Equitalia Giustizia, la società pubblica che si occupa, tra le altre cose, della gestione dei flussi economici collegati ai procedimenti giudiziari. L’attenzione si è concentrata su un fascicolo in cui risultava la confisca di una somma consistente, denaro che avrebbe dovuto confluire nel Fondo unico giustizia. È stato quel rilievo, solo allora, a far scattare i controlli. Il dipendente sotto osservazione, precisano gli uffici, è attualmente in servizio presso la sezione Gip-Gup.
La segnalazione di Equitalia Giustizia e l’anomalia sul Fondo unico giustizia
Nel comunicato si legge che la dirigenza del tribunale ha “immediatamente avviato accertamenti amministrativi” nei confronti del lavoratore coinvolto. Un passaggio rapido, senza attese, anche perché l’anomalia riguardava una materia sensibile: la destinazione di somme sequestrate o confiscate nell’ambito di procedimenti penali. Il Fondo unico giustizia, gestito dal ministero della Giustizia insieme a quello dell’Economia per alcune componenti, raccoglie proprio questo tipo di risorse. Per ora non sono stati indicati né l’importo esatto al centro del caso né il procedimento da cui deriverebbe la somma contestata. Ed è un dettaglio che pesa, perché delimita il perimetro pubblico della vicenda: i contorni restano ancora parziali, in base a quanto finora comunicato.
Perquisizioni e sequestro di documenti nell’ufficio del dipendente
Gli accertamenti, intanto, hanno già avuto uno sviluppo sul piano investigativo. La nota riferisce infatti di “attività di polizia giudiziaria”, tra cui una perquisizione e il sequestro di diversi documenti custoditi nell’ufficio occupato dal dipendente. Non viene precisato quando l’operazione sia stata eseguita, né quali atti siano stati acquisiti, ma il riferimento a documentazione trattenuta dagli investigatori segnala che la verifica non è rimasta confinata a un livello meramente amministrativo. È un passaggio delicato. Eppure gli uffici giudiziari, almeno per adesso, mantengono una linea di stretta cautela. Non risultano diffuse contestazioni formali né provvedimenti disciplinari pubblici a carico del dipendente, mentre sul fronte penale si attende di capire se dagli atti sequestrati emergeranno riscontri più netti.
La collaborazione con la Procura e le verifiche sulla gestione delle somme sequestrate
Il Tribunale di Milano, si legge ancora, sta “doverosamente collaborando con la Procura della Repubblica”, alla quale l’anomalia è stata “tempestivamente comunicata”. In parallelo, la dirigenza sta verificando “eventuali criticità nella gestione amministrativa di somme in sequestro”, formula che allarga il campo oltre il singolo episodio e lascia intendere controlli anche sulle procedure interne. Non è un aspetto secondario: quando si parla di fondi vincolati da sequestri e confische, la catena amministrativa deve essere tracciabile in ogni passaggio, dalla registrazione del provvedimento all’effettivo versamento delle somme. Al momento, però, l’attività viene definita “coperta dal segreto di indagine e d’ufficio”. Tradotto: niente nomi, niente cifre ufficiali, niente ulteriori dettagli sul fascicolo. Resta il dato politico-istituzionale, prima ancora che giudiziario: a Milano, in uno degli uffici chiave del sistema penale, si sta verificando se vi sia stato il comportamento di un dipendente infedele e se quel comportamento abbia inciso sulla corretta destinazione di denaro pubblico. Una verifica interna, sì. Ma con effetti che potrebbero andare oltre una singola stanza d’ufficio.
