La XIV edizione di Passaggi Festival si terrà a Fano dal 24 al 28 giugno 2026 e avrà come filo conduttore “A misura d’Uomo. Idee, città, civiltà. Da Vitruvio al presente”, un tema scelto dagli organizzatori per legare la rassegna di saggistica alla recente scoperta della Basilica di Vitruvio, ritrovamento che in città viene vissuto non solo come un fatto archeologico ma come un pezzo di identità collettiva. A presentare il programma è stato il direttore del festival Giovanni Belfiori, che ha spiegato come, per i fanesi, quella basilica raccontata per anni quasi come una promessa “prima o poi sarebbe stata ritrovata” sia diventata oggi un simbolo concreto, civile prima ancora che culturale.
Passaggi Festival 2026, il tema di Vitruvio al centro della rassegna
Per questo, ha raccontato Belfiori, il titolo dell’edizione 2026 è arrivato quasi da sé. La Basilica di Vitruvio, ha detto al Corriere della Sera, è per Fano “più di un ritrovamento archeologico”, perché tocca un sentimento diffuso, popolare, che lui stesso ha definito “fanesità”: ogni famiglia, in città, custodisce un ricordo, un racconto, un’ipotesi sentita fin da bambini. E allora il festival, che da anni porta libri e autori tra piazze, cortili e lungomare, quest’anno prova a fare un passo in più: usare Vitruvio come chiave per parlare del presente, della forma delle città, dell’equilibrio civile, perfino dei limiti dell’innovazione. Il riferimento, non casuale, è all’idea di “misura”: quella che attraversa l’architettura antica e che oggi torna nelle discussioni su sostenibilità urbana, convivenza e rapporto tra tecnologia e vita quotidiana.
Libri in tutta la città, dalla mattina a mezzanotte
La formula di Passaggi Festival resta quella consolidata, e in questi anni riconoscibile quasi quanto il suo nome: eventi diffusi dalla mattina fino a mezzanotte, con i libri che si spostano in varie sedi di Fano, dal centro storico al lungomare, senza un unico palco e senza un solo pubblico. Torneranno le rassegne che hanno costruito il profilo della manifestazione — Fuori Passaggi Music&Social, Libri a colazione, Piccoli asSaggi, La Scienza sotto le stelle — insieme alle attività ospitate da Passaggi Libri e Caffè, la libreria-spazio eventi che durante l’anno tiene acceso lo spirito del festival. Confermata anche “Una Lettura fra le Nuvole”, iniziativa realizzata con la Lettura, che guarda ai fumettisti esordienti e prevede un riconoscimento per i giovani autori. In città, spiegano gli organizzatori, l’idea è sempre la stessa: non aspettare i lettori in una sala, ma portare la lettura nei luoghi dove la gente passa, si ferma, ascolta, magari per caso.
Il ritorno della poesia e i premi della manifestazione
Tra le novità più attese del 2026 c’è il ritorno della rassegna di poesia, assente nelle ultime edizioni e ora ripensata in una forma più ampia, capace di mettere insieme nomi noti, poeti esordienti, giovani autori e performer di poetry slam. Non solo libri, dunque. Il programma comprenderà anche mostre, spettacoli teatrali e la consegna dei tre premi di Passaggi, assegnati tradizionalmente a un giornalista, a un protagonista del mondo della musica o della cultura popolare e a una personalità che si sia distinta nel campo della saggistica. Resta inoltre al suo posto il comitato scientifico presieduto da Nando dalla Chiesa, presenza stabile della rassegna, che a Fano presenterà anche il nuovo volume “La ragazza di vicolo Pandolfini” pubblicato da Edizioni San Paolo e dedicato alla moglie Emilia Cestelli, scomparsa nel 2021. Un incontro che, nelle intenzioni degli organizzatori, aggiunge al calendario anche una traccia personale, quasi intima.
La lectio di Paolo Clini e la sfida della “misura” nell’epoca dell’AI
A chiudere il festival, il 28 giugno, sarà come di consueto una lectio magistralis legata al tema dell’edizione, e stavolta la scelta è caduta su Paolo Clini, docente dell’Università Politecnica delle Marche, fondatore del Centro studi vitruviani e direttore di mAIndh, indicato come il primo laboratorio italiano di intelligenza artificiale per i beni culturali. Clini, che per oltre trent’anni ha portato avanti la ricerca sulla Basilica di Vitruvio, ha richiamato le parole del ministro Giuli, secondo cui la scoperta segna un “prima” e un “dopo”. “Il significato di quel prima e di quel dopo — ha spiegato — è nel vedere in quella colonna, in questa Basilica, l’origine della nostra civiltà. Dobbiamo raccontarlo, perché questo patrimonio diventi bene comune fino in fondo”. È qui che il programma 2026 trova il suo asse più netto: discutere come i principi vitruviani di solidità, utilità e bellezza possano ancora orientare il futuro. A Fano arriveranno filosofi, scienziati, storici, economisti e giornalisti per interrogarsi su cosa significhi oggi costruire città e comunità “a misura d’uomo”, mentre l’AI ridefinisce confini, linguaggi e abitudini. Eppure, nella cornice di questa edizione, il punto di partenza resta molto concreto: una città, la sua memoria, una basilica cercata a lungo e infine riemersa.
