C’è qualcosa di potente nell’idea di trovarsi faccia a faccia con il costume indossato da Freddie Mercury sul palco — il tessuto, le cuciture, la forma esatta che prendeva il corpo di uno degli artisti più carismatici della storia del rock. È esattamente quello che offre la mostra Freddie Mercury a Londra in questo autunno-inverno 2026: un percorso espositivo al Victoria and Albert Museum che trasforma i costumi di scena in oggetti d’arte, documenti di stile, frammenti di un’estetica irripetibile.
Un anniversario e un tributo al V&A South Kensington
La mostra si intitola Freddie Mercury | Splendid Things ed è aperta al pubblico dal 24 ottobre 2026 al 17 gennaio 2027 presso il V&A South Kensington. Il progetto nasce in occasione dell’ottantesimo anniversario della nascita di Freddie Mercury, e il V&A — uno dei musei di design e arti decorative più importanti al mondo — si conferma ancora una volta come lo spazio giusto per un racconto di questo tipo: non una semplice celebrazione nostalgica, ma un’analisi del costume come linguaggio visivo e culturale.
Uno degli aspetti più significativi dell’intera operazione riguarda chi ha reso possibile l’esposizione: Mary Austin, ex fidanzata di Mercury e sua amica intima per oltre vent’anni, ha prestato al museo sette dei look presenti nel percorso. La presenza di Austin non è un dettaglio secondario — è la garanzia che ciò che si vede in mostra proviene direttamente dall’archivio personale di chi ha vissuto accanto a Freddie, custodendo non solo oggetti ma memorie.
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Gli otto costumi che raccontano un’estetica unica
Il cuore della mostra è composto da otto costumi, accompagnati da accessori. Tra i pezzi esposti spiccano la tuta del video di Bohemian Rhapsody — uno dei look più iconici dell’intera storia del rock visivo — e la celebre corona con il mantello, simbolo di quella teatralità regale che Mercury aveva trasformato in firma personale.
Guardare questi abiti significa capire qualcosa che le fotografie non riescono sempre a restituire: la scala, la qualità dei materiali, il modo in cui certi capi erano costruiti per amplificare i movimenti sul palco. Mercury non indossava semplicemente dei costumi — li abitava, li usava come estensione della performance, come strumento di comunicazione con il pubblico. Ogni scelta stilistica era parte di un sistema espressivo coerente, che nel tempo ha influenzato generazioni di artisti ben oltre il perimetro del rock.
La mostra Freddie Mercury al V&A di Londra permette di leggere questa evoluzione attraverso oggetti concreti: dalla tuta aderente che esaltava ogni gesto sul palco agli elementi più elaborati e teatrali, come la corona che richiamava l’immaginario della regalità con ironia e grandiosità insieme. Non è un archivio statico — è una narrazione per immagini e tessuti.
Un percorso gratuito e accessibile, pensato per tutti
Una delle scelte più interessanti del V&A riguarda l’accessibilità: il percorso espositivo è completamente gratuito. In un momento in cui molte grandi mostre monografiche richiedono biglietti a prezzi significativi, questa decisione apre l’esperienza a un pubblico molto più ampio — dai fan storici dei Queen ai visitatori più giovani che conoscono Mercury attraverso il film Bohemian Rhapsody del 2018, fino agli appassionati di costume e storia della moda.
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Il percorso è stimato in circa 35 minuti, una durata pensata per essere intensa ma non dispersiva — abbastanza tempo per osservare ogni pezzo con attenzione, senza la stanchezza che a volte accompagna le mostre più lunghe. È un formato che funziona bene per chi visita Londra e vuole integrare questa esperienza in una giornata più ampia, magari combinandola con le altre collezioni permanenti del museo.
Perché la moda di Mercury continua a parlare al presente
Ci sono artisti il cui stile appartiene al proprio tempo e ci sono artisti il cui stile trascende il tempo. Freddie Mercury appartiene chiaramente alla seconda categoria. Le sue scelte estetiche — la fluidità dei generi, l’uso del corpo come strumento scenico, la mescolanza di glamour e fisicità — continuano a essere citate da designer, stylist e performer contemporanei.
Non è un caso che il Victoria and Albert Museum, istituzione che ha dedicato mostre a David Bowie, a Alexander McQueen e alle sottoculture britanniche, abbia scelto di dedicare uno spazio a Mercury proprio in questo momento. Il museo riconosce nei costumi del frontman dei Queen non semplici abiti da scena, ma artefatti culturali che hanno contribuito a ridefinire l’estetica del rock e il rapporto tra performance e identità visiva.
La mostra su Freddie Mercury a Londra — Splendid Things — è visitabile fino al 17 gennaio 2027. Per chi si trova nella capitale britannica in questi mesi, o sta pianificando un viaggio, vale la pena includere il V&A South Kensington nell’itinerario. Non per nostalgia, ma per capire meglio come certi linguaggi visivi continuano a costruire significato, anche trent’anni dopo. Tutte le informazioni ufficiali sono disponibili sul sito del Victoria and Albert Museum.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

