Neon ha acquisito i diritti di distribuzione mondiali di Artificial, il nuovo film di Luca Guadagnino scritto da Simon Rich e dedicato alla crisi interna di OpenAI che portò, nel 2023, al licenziamento e poi al ritorno di Sam Altman come amministratore delegato: l’operazione, emersa nelle ultime ore a Hollywood mentre il film è ancora in post-produzione, rimette in corsa un progetto che Amazon MGM Studios aveva prima sviluppato e poi lasciato cadere, nonostante una finestra d’uscita inizialmente prevista per l’inizio del 2027.
Neon rilancia Artificial dopo l’uscita di scena di Amazon
La mossa di Neon cambia il destino industriale di Artificial e, insieme, il suo peso nella prossima stagione dei premi. Il film, rimasto senza casa distributiva dopo il passo indietro di Amazon MGM, era stato valutato da altri grandi operatori dell’intrattenimento — tra questi Focus Features, Clockwork di A24 e Netflix — che però, alla fine, non hanno chiuso l’operazione. Solo allora è arrivato il rilancio di Neon, società che negli ultimi anni ha costruito una linea editoriale molto riconoscibile, puntando su titoli d’autore con forte visibilità internazionale e una traiettoria spesso orientata agli Oscar. L’acquisizione, spiegano fonti vicine al dossier, conferma la volontà del distributore di lavorare con registi dalla firma netta, capaci di muoversi tra cinema d’autore, attualità e racconto popolare. E in questo caso il materiale, va da sé, è delicato: al centro non c’è solo un’azienda simbolo della corsa all’intelligenza artificiale, ma una vicenda ancora fresca nella memoria dell’industria tecnologica e finanziaria americana.
Il film di Luca Guadagnino su Sam Altman e OpenAI
Scritto da Simon Rich, autore noto anche per il lavoro a Saturday Night Live, Artificial ricostruisce i giorni convulsi in cui Sam Altman venne estromesso da OpenAI per poi essere reintegrato nel giro di pochi giorni, sotto la pressione di dipendenti, investitori e partner strategici. A interpretare Altman sarà Andrew Garfield, mentre Ike Barinholtz vestirà i panni di Elon Musk; una scelta di casting che ha già attirato attenzione negli ambienti del settore, anche perché il film — secondo indiscrezioni circolate negli Stati Uniti — offrirebbe ritratti tutt’altro che accomodanti. Altman, in particolare, sarebbe raccontato come un “mitomane compulsivo”, mentre Musk apparirebbe in una luce poco favorevole, con tratti da personaggio sgradevole e ingombrante. Dettagli, per ora, non confermati ufficialmente dalla produzione. Eppure bastano a spiegare perché il progetto venga seguito con cautela, quasi in punta di piedi, da chi osserva l’intreccio tra cinema, Silicon Valley e rapporti di potere.
Perché Amazon MGM ha abbandonato il progetto
Il punto più sensibile resta proprio l’uscita di scena di Amazon MGM Studios, che aveva avviato lo sviluppo di Artificial e ne aveva previsto, appunto, il debutto per i primi mesi del 2027. La decisione di mollare il film sarebbe arrivata mesi dopo l’annuncio di una partnership pluriennale da 50 miliardi di dollari tra il gruppo fondato da Jeff Bezos e OpenAI. Un dato che pesa, e parecchio, nella lettura industriale dell’intera vicenda. Non risultano spiegazioni pubbliche dettagliate sul perché del disimpegno, ma la tempistica ha alimentato più di un interrogativo a Los Angeles, dove i confini tra interesse editoriale, relazioni commerciali e opportunità reputazionale sono spesso meno nitidi di quanto appaia nei comunicati. In quel momento il progetto è rimasto sospeso, senza un distributore e senza una traiettoria chiara. Poi il quadro si è mosso di nuovo. E il nome di Guadagnino, regista già abituato a passare con naturalezza tra produzioni internazionali e materiale controverso, ha continuato a tenere vivo l’interesse.
Post-produzione, Oscar e attese per l’uscita
Adesso Artificial è in post-produzione e l’ingresso di Neon apre una fase nuova, forse quella decisiva: definizione del calendario, strategia festivaliera, posizionamento per i premi. Non c’è ancora una data d’uscita ufficiale comunicata dal nuovo distributore, ma a Hollywood la lettura è una sola: il film viene rimesso sulla mappa con ambizioni alte, in un momento in cui il cinema americano guarda sempre più spesso alla tecnologia come materia narrativa e politica. Per Luca Guadagnino è un altro passaggio dentro un percorso che alterna titoli personali e produzioni dal profilo internazionale, con una capacità rara di attraversare generi, toni e pubblici. Per Neon, invece, l’operazione vale anche come segnale di mercato: prendere in carico un film rimasto scoperto, su un tema divisivo e con personaggi ancora al centro della scena pubblica, significa scommettere sulla forza del racconto prima ancora che sul consenso. Una scommessa non piccola. Ma, questa volta, il film è tornato in corsa.





