Arte e cultura

Premio Bagutta, Starnone trionfa nell’edizione del centenario

Scrittore anziano a una cerimonia letteraria, con cartello “Premio letterario – Centenario”, libro e smartphone con “Ti amo Un momento della cerimonia del premio letterario del centenario, con libro e messaggio “Ti amo” sullo smartphone.

Il Premio Bagutta, il più antico riconoscimento letterario italiano, ha assegnato mercoledì 25 febbraio 2026 a Domenico Starnone il premio principale dell’edizione del centenario per il romanzo Destinazione errata pubblicato da Einaudi; la decisione è stata annunciata a Milano dalla giuria presieduta da Isabella Bossi Fedrigotti, che ha indicato nello scrittore napoletano il vincitore di un anno simbolico per la storia del premio. Nella sezione dedicata all’opera prima, invece, è stata scelta Marta Cristofanini con Selenide per Racconti edizioni.

Premio Bagutta 2026, Starnone vince con “Destinazione errata”

Per i giurati, Domenico Starnone arriva al Premio Bagutta 2026 con un libro che tiene insieme misura, tensione e una voce ormai riconoscibile, quasi appartata eppure nitida. Nelle motivazioni diffuse dopo la decisione si legge che Destinazione errata è stato premiato “per la sua freschezza narrativa”, e che l’autore “tiene le fila della vicenda capitolo dopo capitolo, con la rapidità tipica del romanzo breve, senza sciogliere del tutto la tensione”, restando fedele, solo allora, a una qualità di fraseggio che la giuria considera centrale.

La presidente Isabella Bossi Fedrigotti ha spiegato che, per il centesimo compleanno del Bagutta, la scelta è caduta su uno scrittore “meritevole non solo per il romanzo Destinazione errata ma anche per il suo lungo e impeccabile cursus honorum”. Una formula sobria, certo, ma il senso è chiaro: nel centenario il premio ha voluto legare il valore del libro al percorso di un autore che, nell’albo d’oro, finora non compariva.

Le motivazioni della giuria e il romanzo dell’equivoco

Al centro del romanzo premiato c’è un gesto minimo, quasi banale: un messaggio inviato alla persona sbagliata, quel “ti amo” che da errore privato diventa frattura, sospetto, possibilità di tradimento. Secondo la giuria del Premio Bagutta, è proprio da questo dettaglio che Starnone costruisce uno slittamento progressivo, fino a portare il protagonista “all’orlo dello sconfinamento”, mentre intorno si incrinano le certezze degli altri personaggi. Niente effetto gridato, semmai una pressione lenta.

Il segretario del premio, Andrea Kerbaker, ha raccontato che il nome di Starnone ha raccolto consenso pieno tra i giurati. “Un autore con una storia importante, ma che finora mancava nell’albo d’oro”, ha detto, aggiungendo che al Bagutta “lo stile della scrittura sta molto a cuore” e che il libro premiato “somiglia molto allo scrittore, ironico, non comico ma quasi sornione”. Una definizione, questa, che restituisce bene il tono del romanzo e anche il tipo di attenzione che il premio rivendica da sempre.

Le parole di Domenico Starnone: “Scrivo di cose piccole”

Raggiunto dopo l’annuncio, Domenico Starnone, oggi 84 anni, ha accolto il riconoscimento con una battuta che ha il suo passo, asciutto e un po’ laterale: “Da giovani i premi servono come spinta, ma anche in vecchiaia fanno piacere”. Poi, quasi sorridendo tra una risposta e l’altra, ha aggiunto: “Ed è un gran piacere essere ritenuti freschi, nella scrittura, a 84 anni”. Una frase semplice, eppure rivelatrice del rapporto non retorico che lo scrittore continua ad avere con il proprio lavoro.

Autore di venticinque romanzi e vincitore del Premio Strega 2001 con Via Gemito, Starnone ha anche spiegato in che modo nasce la tensione di Destinazione errata. “Io per principio scrivo sempre di cose piccole: nelle piccole storie si trovano cose cui si fa poco caso, il gioco è scavare sempre di più per tenere l’attenzione del lettore”, ha confidato. E poi l’affondo, quasi una chiusa da narratore consumato: il modo più facile per catturare chi legge, ha ammesso, sarebbe mettere “un cadavere in camera da letto” fin dalla prima pagina; lui, però, non l’ha mai fatto, perché “in camera da letto si trovano cose molto più spaventevoli”.

Il centenario del Bagutta e il premio a Marta Cristofanini

Accanto al riconoscimento per Domenico Starnone, il Premio Bagutta ha assegnato il premio all’opera prima a Marta Cristofanini per Selenide, raccolta di novelle pubblicata da Racconti edizioni. È l’altro segnale della serata: da una parte un autore già centrale nella narrativa italiana, dall’altra un’esordiente che entra nel palmarès nell’anno del centenario, dentro una cornice che prova a tenere insieme memoria e nuovi ingressi.

Le celebrazioni per i cent’anni del Premio Bagutta proseguiranno a Milano domenica 1° marzo, alle 11.30, con un appuntamento a Palazzo Marino. Sono attesi il sindaco Giuseppe Sala, l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, la presidente Bossi Fedrigotti, i sostenitori del premio Francesco Micheli e Martina Fiocchi, oltre al presidente del FAI Marco Magnifico; in programma anche letture dedicate a Carlo Emilio Gadda, Italo Calvino e Natalia Ginzburg, tutti nomi passati, in tempi diversi, dal Bagutta. La sera ci sarà la cerimonia finale con la tradizionale cena a inviti nella sede messa a disposizione da Micheli, mentre nei mesi successivi sono previste una mostra sul secolo del premio alla Kasa dei Libri e altre iniziative fino a BookCity. Un calendario fitto, insomma, per un premio che dal 1926 continua a misurarsi con la letteratura italiana, senza cambiare troppo voce.

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