Greta Scarano e Nicolas Maupas condurranno mercoledì 2 settembre e sabato 12 settembre 2026, al Palazzo del Cinema del Lido di Venezia, le serate di apertura e chiusura dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia: lo ha annunciato La Biennale di Venezia in una nota, spiegando che i due artisti saliranno sul palco della Sala Grande per accompagnare i due momenti simbolici del festival, dall’avvio della rassegna fino alla consegna dei Leoni e degli altri premi ufficiali.
Greta Scarano e Nicolas Maupas alla guida della Mostra di Venezia 2026
La scelta di Greta Scarano e Nicolas Maupas lega due profili diversi ma riconoscibili del cinema e della serialità italiana, chiamati ora a fare da volto pubblico all’83ª Mostra di Venezia, in programma dal 2 al 12 settembre 2026. Saranno loro, ha fatto sapere la Biennale, a guidare la cerimonia di inaugurazione del 2 settembre e poi, dieci giorni dopo, la cerimonia di chiusura in cui verranno proclamati i vincitori.
Non è un dettaglio secondario. La conduzione delle serate al Lido pesa, perché apre e chiude il racconto di un festival che ogni anno si muove tra cinema d’autore, mercato, attese internazionali e presenze italiane. In quel momento, sul palco, servono tono, misura, presenza. E anche una certa capacità di stare dentro il ritmo di una manifestazione che alterna solennità e tempi stretti.
Le due serate chiave in Sala Grande
Il primo appuntamento sarà nella Sala Grande del Palazzo del Cinema, spazio centrale della Mostra di Venezia, dove il 2 settembre prenderà ufficialmente il via l’edizione 2026. La serata inaugurale, di solito, è quella in cui il festival mostra subito la propria identità: ospiti, delegazioni, primo film, attenzione mediatica concentrata sul tappeto rosso e sulla sala.
Il secondo passaggio arriverà il 12 settembre, quando ancora nella Sala Grande saranno annunciati il Leone d’Oro, i Leoni e gli altri premi ufficiali dell’83ª edizione. È il momento più atteso, e spesso anche il più teso, della rassegna. Si entra con i pronostici, si esce con un verdetto che, piaccia o no, orienta discussioni, distribuzione, stagione dei premi. Solo allora il festival consegna davvero la sua immagine finale.
La nota diffusa dalla Biennale di Venezia non aggiunge, per ora, altri dettagli sul format delle due cerimonie o sulla presenza di eventuali ospiti sul palco. Ma l’indicazione sui due conduttori basta già a definire uno dei tasselli visibili della prossima edizione.
I profili dei due protagonisti scelti dalla Biennale
Greta Scarano, attrice e regista, arriva a questo incarico con un percorso che negli ultimi anni l’ha resa una figura familiare per pubblico e addetti ai lavori. La sua presenza unisce esperienza davanti alla macchina da presa e un lavoro dietro la regia che ne ha allargato il profilo professionale; una combinazione che alla Biennale può aver pesato, anche per la capacità di attraversare registri diversi senza forzature.
Accanto a lei ci sarà Nicolas Maupas, attore tra i più osservati della sua generazione, noto al grande pubblico per cinema e televisione. Il suo nome, specie tra gli spettatori più giovani, porta con sé una riconoscibilità immediata. Eppure la scelta non sembra inseguire solo la popolarità: sul palco veneziano serve anche controllo, presenza, un modo di stare in scena che non copra l’evento ma lo accompagni.
L’abbinamento, in questo senso, appare costruito su un equilibrio preciso. Da una parte una professionista già passata attraverso ruoli e set molto diversi, dall’altra un interprete che ha consolidato in fretta la propria immagine pubblica. Due traiettorie distinte, una stessa vetrina.
L’attesa per l’83ª edizione della Biennale Cinema
Con l’annuncio dei conduttori, la macchina della Mostra del Cinema di Venezia 2026 aggiunge un nuovo elemento a un percorso di avvicinamento che, come sempre, si completerà più avanti con il programma, i film in concorso e la composizione delle giurie. Per adesso il dato certo è questo: Greta Scarano e Nicolas Maupas saranno i volti delle due serate che incorniciano il festival, apertura e chiusura.
Al Lido di Venezia, dove ogni dettaglio viene letto anche come un segnale, la comunicazione della Biennale arriva con il suo peso specifico. Chi frequenta il festival sa che queste scelte dicono qualcosa del tono che si vuole dare all’edizione: non soltanto rappresentanza, ma stile, misura, capacità di parlare a pubblici diversi. Il resto verrà più avanti, con il cartellone e con i titoli. Per ora, il sipario ha già due nomi.
